Curiosa autobiografia d’un sacerdote extrapervertito

Qualche giorno fa ho pubblicato sui social network un paio di estratti dai Pervertimenti sessuali (1900) del Prof. Cav. Pietro Fabiani, edito dalla Società Editrice Partenopea. Dato che hanno suscitato un certo interesse, e che mi è stato richiesto da più parti di pubblicarne l’appendice, la presento qui con qualche precisazione storica.

Sul Prof. Cav. Fabiani non sono riuscito a trovare molte informazioni (viene anzi citato come “oscuro medico napoletano” in Homosexuality in Italian Literature, Society, and Culture, 1789-1919 a cura di Lorenzo Benadusi, Paolo L. Bernardini, Elisa Bianco).

L’unico dato a cui sono risalito è che all’inizio del XX° secolo egli gestiva la Casa di Salute sita in via S. Rocco di Capodimonte a Napoli. Le menzioni dei casi di perversione curati nel suo eccellente sanatorio si ripetono in effetti in maniera martellante, per evidenti scopi di autopromozione, lungo tutto questo libriccino.

Un secondo volume dello stesso autore venne pubblicato qualche anno dopo per la medesima casa editrice, ed ebbe a quanto pare più fortuna: si tratta di Inversioni sessuali, un trattato sulle disastrose conseguenze dell’omosessualità e sulle possibilità di cura di una simile “terribile depravazione”.

La Società Editrice Partenopea non era specializzata in testi medici, tutt’altro. Nel suo catalogo abbondavano i titoli sullo spiritismo, la magia, l’occulto; assieme a questi, l’altro filone della linea editoriale era costituita dai libri “pruriginosi”.

Il proprietario della casa editrice Giuseppe Garibaldi Rocco (che si fregiava d’essere amico di Oscar Wilde e Lord Douglas) aveva pubblicato nel 1899 il romanzo L’uomo-femmina, forse l’unico romanzo ottocentesco italiano ad avere come protagonista un “invertito”; in seguito Rocco avrebbe prefazionato il resoconto degli atti del processo per oscenità a Pitigrilli. La Società Editrice Partenopea venne probabilmente chiusa dal regime fascista con l’accusa di immoralità.

Il nostro Pervertimenti sessuali, dunque, è uno di quei testi tipici di inizio secolo che si situano a metà strada fra la letteratura osé e quella medica; scritto da un vero dottore, ma pubblicato da un editore “pulp”, è in continuo equilibrio tra la facciata scientifica e i toni scandalistici pensati per titillare le curiosità morbose del grande pubblico. Grande abbondanza di punti esclamativi, dunque, di aggettivi iperbolici e di dettagli in bilico sull’osceno — mitigati dalle occasionali considerazioni scientifiche, che “raffreddano” la prosa con la loro pretesa oggettività.

La necrofilia, descritta con grande misura e aplomb.

 

Altri passaggi molto misurati.

Per inciso, il trucco di parlare di argomenti tabù utilizzando l’inattaccabile registro medico-scientifico sarà usato anche più tardi al cinema, per aggirare le maglie della censura: negli anni ’50 e ’60, assieme all’avvento dei nudie cuties (film abientati in campi nudisti), apparirono anche numerosi presunti documentari che con la scusa del valore didattico si permettevano di mostrare nudità integrali e immagini conturbanti. Perfino la storia dei filmati di educazione sessuale, spesso finanziati da ambienti conservatori, è piena di casi ambigui in cui queste pellicole risultano paradossalmente più esplicite della “oscenità dilagante” che si proponevano di combattere.

Quando il politically correct non esisteva.

 

Il sodomizzatore di polli per causa di forza maggiore.

 

Come parlare di Sade in un’epoca in cui nessuno l’aveva letto – evidentemente neanche tu.

La gustosa appendice del libro è annunciata nell’indice come Curiosa autobiografia di un sacerdote extrapervertito per fantasmi erotici, ed è presentata come una vera lettera inviata all’autore.
Sull’autenticità di questa missiva avanzerei più di qualche dubbio: la storia del prete che, traviato nell’infanzia da un “nano deforme”, attraversa nel corso della sua vita tutte le perversioni immaginabili, fa abbastanza sorridere.
Dal punto di vista stilistico poi, se si esclude il ricorso alle desinenze latineggianti nell’indicativo imperfetto (“io mi stendeva al suolo, mi faceva salire sul petto una bambina di circa tre anni…”), lo stile dello scritto è esattamente quello di tutto il resto del libro. Il sospetto che l’autore di questo racconto programmatico sia in realtà lo stesso Prof. Cav. Fabiani emerge fino dalle prime righe, in cui il sacerdote protagonista si spertica nel lodare lo straordinario lavoro, guarda un po’… del Prov. Cav. Fabiani.

In ogni caso è uno scritto molto divertente, che testimonia di un’epoca in cui i testi di divulgazione medica si permettevano d’essere spudoratamente sensazionalistici. Se volete leggerlo, basta cliccare sull’immagine sottostante per aprire il PDF (4mb).

8 commenti a Curiosa autobiografia d’un sacerdote extrapervertito

  1. stefano ha detto:

    Articolo come sempre interessante e mirabolante. Credo che il valore scientifico fosse pari a zero, e tutti ne fossero consci… Erano solo letture per uomini soli…..

  2. Livio ha detto:

    Ma questo sacerdote le ha proprio tutte! Favoloso!

  3. fagottokorovev ha detto:

    Complimenti come sempre Ivan, anche se commento sempre più raramente (il logorio della vita moderna!) ti seguo sempre con immenso interesse.
    Articoli cosi’ poi, un po’ morbosi e sporcaccioni sono semplicemente EXTRA-irresistibili

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie mille! Sì, tutti i commenti e le discussioni si sono ormai spostate sui social – dove peraltro faccio microblogging, quindi è normale. Comunque fa piacere leggerti, grazie ancora! 🙂

  4. -Paolo ha detto:

    Interessante, divertente e anche un po’ eccitante. Grazie, Ivan!

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