Due scorticati: una breve riflessione

Questa immagine è forse la mia tavola anatomica preferita di sempre, proveniente dalla Historia de la composicion del cuerpo humano di Valverde, 1556. Dal punto di vista filologico è una di quelle immagini che dimostrano come l’iconografia sacra abbia influenzato l’illustrazione anatomica (il riferimento qui è San Bartolomeo), ma il mio amore per questa figura è motivato da un altro aspetto.
Non solo si tratta di una tavola raffinata, metafisica, surreale, grottesca e impressionante, ma soprattutto è filosoficamente programmatica. L’uomo qui ha il pugnale in mano, dunque si è scorticato da solo: autopsia non solo nel senso etimologico di vedere da sé, guardare con i propri occhi, ma soprattutto autopsia come vedere sé stessi.

Il famoso monito del tempio di Delfi, “conosci te stesso”, comporta un atto di crudeltà: ogni introspezione implica il denudarsi dalle apparenze (la pelle superficiale) e far terra bruciata delle proprie certezze. A volersi guardare dentro con reale sincerità, insomma, tocca scorticarsi da soli, un processo tutt’altro che piacevole.
Il mosaico di San Gregorio a Roma, qui sotto, reca appunto la scritta gnōthi sautón, conosci te stesso: e non è un caso che rappresenti un altro scorticato ante litteram, questa volta utilizzato come memento mori.


Conoscersi significa considerare la propria mortalità, ma ognuno di noi deve decidere: accettare l’impermanenza è la fine di ogni ricerca, o solo l’inizio?

Per una trattazione un po’ più approfondita della figura dell’écorché, lo scorticato delle tavole anatomiche, rimando al video della mia conferenza “La Carne e il Sogno: Anatomia del Surrealismo“.

7 commenti a Due scorticati: una breve riflessione

  1. Iri ha detto:

    Grazie, I tuoi articoli sono spesso dei piccoli gioielli, come in questo caso… Il tuo blog arricchisce la mia vita 🌹

  2. allenknutson ha detto:

    The “Body Worlds” exhibit features a once-human, now plastinated, in exactly the position of the first plate (minus the dagger). It’s easy to Google for. I had never seen the plate though!

    • bizzarrobazar ha detto:

      Yes, Von Hagens likes to reference some classics from the history of anatomy. He also did his version of the flayed horseman originally made by Honoré Fragonard.

  3. gaberricci ha detto:

    Una riflessione che vorrei fare (e che forse ho già fatto con te) è sul perché questo genere di tavole è meraviglioso: perché quell’uomo scorticato in bella mostra siamo due volte noi. Uno perché noi siamo fatti così, abbiamo quei muscoli, quelle fasce, quei tendini esattamente nel punto in cui ce li ha lui; due perché, se stiamo guardando questo genere di disegni, stiamo facendo esattamente quello che, come giustamente scrivi, sta facendo lui: stiamo facendo autopsia, ci stiamo guardando dentro.

    E stiamo scoprendo che tutto quello che ci sembrava un miracolo inspiegabile è, invece, un complesso meccanismo che funziona (esattamente come gli orologi) grazie ad una miriade di piccoli, semplici ingranaggi: leve, pompe, cavi elettrici… pare che qualunque cosa siamo stati capaci di inventare e/o di scoprire l’abbiamo presa dal nostro corpo, anche senza sapere che “ce l’avevamo dentro”. Qualcuno potrebbe dire che questo è un modo riduzionistico di vedere l’essere umano, ma io credo che sia piuttosto un modo per esserne ancora più stupiti: alcuni predicatori medievali (ripresi da Eco ne “Il nome della rosa”) urlavano alle piazze che non avrebbero mai fornicato, se avessero pensato che nel ventre della donna con cui si uniscono c’è un sacco pieno di sterco; personalmente, ritengo che il vero miracolo sia che se ci si possa innamorare di qualcuno è anche perché dentro ha quel sacco pieno di sterco, che fa parte di un sistema che consente di fornire nutrimento al cervello che elabora i pensieri di cui ci innamoriamo ed alle cellule della pelle vellutata che ci piace accarezzare. Come diceva il poeta? Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

    Grazie mille della riflessione Ivan, e scusa il solito papiello, probabilmente ripetitivo e poco originale.

  4. Livio ha detto:

    Grande! Scusa se non sono intervenuto da un pezzo… Ma l’attuale situazione mi ha un po’ stravolto i miei ritmi lavorativi e qualcosa di più… Speriamo di uscirne presto! I tuoi articoli, sempre eccezionali, sono anche molto terapeutici, se mi posso permettere… I nuovi video sono strabelli! Grazie per tutto. A presto.

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