Il pesce dalla testa trasparente

I ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute sono finalmente riusciti, l’anno scorso, a filmare un pesce degli abissi che era rimasto per anni un mistero: avevano potuto studiarlo soltanto dopo che qualche pescatore ne aveva ritrovato la carcassa, ma la decomposizione rendeva difficile comprendere quali fossero le reali caratteristiche del pesce. Avevano compreso che si trattava di un pesce della famiglia degli opisthoproctidae, ma qualcosa non tornava comunque: sulla testa dei pesci morti c’era sempre una specie di misteriosa gelatina di cui gli scienziati non comprendevano l’origine.

Il Macropinna microstoma (questo il nome del pesce) aveva in serbo un segreto spettacolare, rivelato ora dalle telecamere dei ROV – Remotely Operated Vehicle, i robot che si immergono nelle profondità marine per studiare la fauna abissale. Gli stupefatti ricercatori hanno scoperto che la parte superiore della testa del pesce è una cupola contenente un fluido trasparente. I grandi occhi a botte, caratteristici di tutti i pesci di questa famiglia, puntano normalmente verso l’alto, per distinguere le prede, ma possono anche essere rotati per guardare in avanti… quando è giunto il momento di mangiare. Il macropinna è per il resto molto scuro, e resta praticamente immobile a una profondità di circa 700 metri, a scrutare verso l’alto, guardando il mondo attraverso la sua incredibile testa trasparente.

Nello straordinario filmato dei ricercatori, si può notare anche l’abilità del macropinna nello sfuggire al tentativo di cattura: i suoi strani occhi funzionano fin troppo bene!

Una piccola nota: attenti a quelle due capsule verdi visibili attraverso il fluido – sono per l’appunto le lenti dei suoi occhi tubolari, puntate verso l’alto. Gli altri due punti neri sopra alla bocca del pesce sono in realtà i suoi organi olfattivi.

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Il terribile candiru

Eccovi uno spassoso e trashissimo video ad opera della BBC sul terribile parassita amazzonico candiru (vandellia cirrhosa), un piccolo pesce che normalmente si infila nelle branchie dei pescegatti e lì si installa arpionandosi con una spina al tessuto per succhiarne il sangue.

Come in un film horror, però, talvolta il candiru, attratto dall’urina, può finire per scambiare anche l’uomo per un ospite appetibile, inserendosi ferocemente in quasiasi orifizio…

Una curiosità: il candiru è citato anche da uno dei numi tutelari di Bizzarro Bazar, lo scrittore americano William S. Burroughs, nel suo celebre romanzo Pasto Nudo.

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Vandellia cirrhosa

Lingua parassita

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La cymothoa exigua è un crostaceo parassita del tutto particolare.

Entra nel corpo dell’ospite, solitamente pesci perciformi, attraverso le branchie. Si aggrappa con le zampe alla base della lingua del pesce. Mentre il parassita cresce, sempre meno sangue arriva alla lingua del pesce: l’organo lentamente si atrofizza e muore. È a quel punto che succede qualcosa di straordinario.

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Il parassita si sostituisce alla lingua, attaccandosi fermamente ai muscoli del moncherino: da quel momento in poi, il pesce può utilizzare la cymothoa exigua come una vera, normale lingua. Il parassita non reca altri danni all’ospite, se non che da quel momento il pesce dovrà condividere il cibo con lui, oppure “regalargli” un po’ di sangue. Alcuni di questi parassiti preferiscono nutrirsi semplicemente del muco in eccesso del pesce.

La cymothoa exigua è l’unico caso noto di un parassita che sostituisce funzionalmente l’organo di cui ha causato la distruzione.

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