Totentanz

Oggi vi parlo di un progetto davvero fuori dall’ordinario, a cui sono onorato d’aver partecipato. Si tratta di Totentanz, ideato dall’incisore e cartaio Andrea De Simeis.

Una delle raffigurazioni della morte che, dal Medioevo fino al Seicento, conobbe maggiore fortuna è il cosiddetto Trionfo della Morte.
Ne ho parlato su YouTube nel mio video Danzare con la morte: la Nera Regina che, armata di falce, schiaccia sotto le ruote del suo carro tutti indistintamente – villici, pontefici, regnanti – non era solo una raffigurazione pittorica, ma parte concreta delle festività di Carnevale. Tra i carri allegorici carnascialeschi infatti sfilava anche il Trionfo, attorniato da figuranti mascherati da scheletri che deridevano gli spettatori danzando e cantando poesie incentrate sul memento mori.

Questa è la tradizione a cui ha attinto Andrea De Simeis per inventare il suo moderno Trionfo della Morte, un vero e proprio carro musicale che sfilerà attraverso l’Italia e, virus permettendo, in Europa, portando allegria e poesia ma ricordandoci al tempo stesso la nostra finitezza.

Totentanz (“danza macabra” in tedesco) è un grande carillon in legno su ruote; al giro della manovella, la macchina suona un dies irae e mette in moto tre cilindri con diciotto illustrazioni stampate al torchio a stella.

Le immagini di questo carosello sono ispirate alle più celebri danze macabre europee: dal cimitero degli Innocenti di Parigi alle xilografie di Marchant; dalle superbe incisioni di Holbein il Giovane alle magnifiche silhouettes di Melchior Grossek; fino agli ironici scheletri messicani di José Guadalupe Posada, l’inventore dell’iconica Calavera Catrina.

La boîte à musique, alla fine del suo delicato motivo musicale, sorteggia un fascicolo per il suo manovratore: una plaquette illustrata con un breve dialogo, una massima, un aforisma, una poesia.

Ogni prezioso libretto è tirato in soli undici esemplari; le illustrazioni e i testi sono stampati su carta vergata a mano in cellulosa di puro cotone, canapa e fico spontaneo della vegetazione mediterranea.

Gli autori che hanno accolto l’invito a scrivere questi brevi testi sono tanti e prestigiosi; ne potete scoprire alcuni sulla pagina Facebook del progetto.

Tra questi, mi sono cimentato anch’io in una poesiola per accompagnare l’illustrazione intitolata “L’appeso”. Si tratta di un mio piccolo omaggio a François Villon e alla sua Ballade des pendus.

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La vendita delle pubblicazioni servirà a far viaggiare questo carillon su ruote lungo un percorso di città in città, accompagnato a ogni tappa da un autore, musicista o attore che interpreterà il tema del memento mori. Le iniziative di Totentanz non hanno finalità di lucro, ma servono solo a finanziare questa tournée.
Se l’iniziativa vi affascina, potete sostenerla in molti modi: date un’occhiata a questa pagina per conoscerli.
Nel video promozionale qui sotto potete vedere la fantastica macchina in azione:

Totentanz – Paramusica del Chiarivari: sito ufficiale, pagina Facebook.

Sculture tassidermiche – III

Concludiamo qui la nostra serie di post sulla scultura tassidermica.

Partiamo subito da una delle artiste più controverse, Katinka Simonese, conosciuta con il nome d’arte di Tinkebell. Artista provocatoria, Katinka cerca di mettere davanti ai nostri occhi i punti ciechi della nostra società moderna. Per fare un esempio, milioni di polli maschi sono uccisi ogni giorno (spesso vengono gettati con forza contro un muro del pollaio); ma se Katinka replica la stessa azione in pubblico, viene arrestata. Allo stesso modo, l’artista ha trasformato il suo stesso gatto in una borsa in pelliccia double-face che può essere rivoltata per diventare un cagnolino. Per denunciare il fatto che il nostro “amore” per i cuccioli domestici è diventato uno status symbol, un commercio bell’e buono, più che un vero affetto per gli animali.

Nella stessa lunghezza d’onda, Tinkebell ha trasformato un cagnolino in carillon, suggerendo l’idea che nella nostra società consumistica gli animali rivestano il ruolo di oggetti, e che quindi possiamo modificarli a piacere, a seconda dei nostri bisogni. Senza dubbio le sue opere portano a riflettere sul ruolo che riserviamo oggi agli animali, utilizzati come veri e propri prodotti.

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Cai Guo Qiang ha esposto il suo lavoro in una mostra, intitolata I Want to Believe, al Guggenheim Museum a New York: la mostra include il suo spettacolare pezzo chiamato Head On, che mostra 90 lupi imbalsamati sospesi in un arco che rovinano collassando contro un muro di vetro.

Ma Cai Guo ha anche esposto tigri seviziate, trafitte da mille frecce, per insinuare nello spettatore quella pietà che latita nella vita di ogni giorno, mostrando queste fiere come vittime sacrificali per le quali non possiamo che sentirci colpevoli.

Simile per concetto, Claire Morgan utilizza la tassidermia in maniera squisitamente astratta. Le sue belve sono un imponente memento mori che ci ricorda che ogni nostro piacere, anche quello più estetico, deriva dalla morte di qualche altro essere.

Passiamo ora a un artista differente, che modella ibridi fantastici a partire da tessuti organici. Si tratta di Juan Cabana, che riprendendo l’antica arte dell’imbalsamazione delle chimere crea straordinari esemplari di esseri mitologici, come ad esempio le sirene. È naturale, guardando le sue opere, ripensare alle Sirene delle Fiji ospitate dai musei di Phineas Barnum.

Sempre in tema di chimere, concludiamo questo excursus fra gli artisti tassidermici con Kate Clark, scultrice degna di nota, che ibrida tecniche tassidermiche con artifici scultorici più tradizionali. Le sue opere mostrano esemplari impagliati dotati di volti umani, quasi a farci riflettere sull’intima identità che ci lega al mondo animale. Possiamo così vederci, nelle sue sculture, come prede di caccia e vittime venatorie. Per ricordare che fra noi e gli animali non c’è poi tutta questa differenza.

Per finire, vorremmo segnalarvi alcuni siti di altri artisti tassidermici che, per motivi di spazio, non abbiamo potuto trattare.

Maurizio Cattelan – artista italiano controverso ed estremo, che ha utilizzato in alcune opere esemplari tassidermici.

Julia deVille – artista che unisce l’alta moda alla fascinazione per il memento mori.

Thomas Grunfeld – creatore di chimere.

The Idiots – collettivo artistico che ibrida la tecnologia con la tassidermia.