Link, curiosità & meraviglie assortite – 23

Benvenuti alla raccolta di risorse online pensata per fornirvi tanti simpatici spunti di conversazione in questo torrido ferragosto. Parleremo di gente morta male, di mestruazioni, di riti vudù, di ortaggi sessualmente eccitanti e del fatto che la realtà non esiste.

  • Cominciamo con un’ottima lista di videogame che hanno come tema centrale la morte.
  • Una mia idea per una serie TV post-apocalittica di sapore ballardiano.
    Sulla Terra, dopo la catastrofe ecologica, sono rimaste soltanto poche centinaia di abitanti. I superstiti sono distinti in due fazioni in guerra tra loro: da una parte i discendenti dei ricchi capitalisti, chiamati “Travis”, dall’altra gli ultimi rappresentanti di quella che un tempo era la classe media, che chiamano sé stessi “Talbot”. (Le fasce più povere, senza mezzi per proteggersi, sono state le prime a estinguersi.) Le risorse naturali sono limitate, quindi le due tribù hanno costruito due città limitrofe, in costante tensione bellica.
    La guerra fredda tra i Travis e i Talbot, che dura ormai da decenni, raggiungerà il punto di rottura con l’arrivo di un allucinato straniero, sopravvissuto alle tempeste di sabbia, che sostiene di aver visto al di là del deserto un’oasi immensa in cui gli uomini sono mutati in ibridi a sangue freddo…
    Ok, con la storia sono arrivato solo fino a qui. Però la cosa bella è che non occorre nemmeno costruire i set, perché sono già pronti.
    Ecco la cittadella dei Talbot:

E questa invece è la città dei Travis, composta unicamente da piccoli castelli che dovrebbero rimarcare la loro antica superiorità economica:

Questi due luoghi stranianti sono Pardis, vicino a Teheran, e il villaggio fantasma di Burj Al Babas in Turchia.

  • Ma aspettate, ho qui pronto un altro concept favoloso per una serie! Un prete esorcista, esoterista e investigatore del paranormale che negli anni ’40 costruisce una wunderkammer in un piccolo paesino del Chianti senese.
    Poi ditemi se Netflix non dovrebbe assumermi all’istante. (Grazie, Paolo!)
  • Visto che abbiamo parlato di scenari apocalittici, quale animale ha le migliori probabilità di sopravvivere a un olocausto nucleare? Probabilmente uno scarafaggio. Perché? Be’, per dire, intanto quel furfantello può andare avanti tranquillo per settimane dopo essere stato decapitato.
  • Ok, siamo arrivati all’angolo della filosofia.
    Il nostro cervello, intrappolato nel cranio, crea una rappresentazione delle cose basata sulla percezione, ed è in quella “mappa” desunta dagli stimoli che viviamo.
    «Là fuori non c’è nessun suono. Se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno che possa sentirlo, esso crea dei cambi nella pressione dell’aria e delle vibrazioni nel suolo. Il rumore è un effetto che succede nel cervello. Se sbatti il mignolo e senti il dolore pulsare, anche quello è un’illusione. Quel dolore non è nel tuo dito, ma nel tuo cervello. Là fuori non esiste nemmeno il colore. Gli atomi non sono colorati.»
    La citazione viene da questo articolo che è una breve ma chiara introduzione alla natura allucinatoria della realtà.
    Il problema è stato discusso a lungo dai migliori pensatori, però alla fine ci si potrebbe chiedere: cosa cambia che il dolore sia nel mio dito, nel mio cervello, o in un ipotetico software alieno che sta simulando l’universo? Sbattere il piede fa comunque un male cane.
    Questa perlomeno è la mia interpretazione del famoso aneddoto che vede protagonista Samuel Johnson: «Dopo essere usciti dalla chiesa, ci fermammo a parlare per qualche tempo dell’ingegnoso sofisma formulato dal Vescovo Berkeley per dimostrare la non-esistenza della materia e che ogni cosa nell’universo è solo ideale. Io osservai che, per quanto sicuri della non verità della sua dottrina, non siamo in grado di confutarla. Io non dimenticherò mai con quanta prontezza Johnson, tirando con forza un calcio ad un grosso sasso sino a farlo rimbalzare via, rispose “Io la confuto così!»
    (Questo per dire che da giovane ero intrigato da quale fosse la realtà “là fuori”, ora penso sempre più spesso al mignolo dolorante di Samuel Johnson.)

  • L’immagine qui sopra nasconde una storia triste e macabra ormai dimenticata. Sul “prigioniero di Mondovi” ha indagato Alessandro Calzolaro in questo articolo. (Grazie, Storvandre!)
  • La foto qui sotto, invece, venne scattata quella volta che, nel 1941, un noto occultista e un gruppo di “giovani idealisti” cercarono di uccidere Hitler… con una maledizione vudù.

  • I titoli giornalistici che ci piacciono.
  • «Vespe truccate, anni Sessanta / Girano in centro sfiorando i novanta», cantavano più di vent’anni fa i Lùnapop.
    Che pivellini.
    In Indonesia c’è una comunità di rider mattoidi che ha ridefinito il concetto di “truccare una Vespa”.  (Grazie, Cri!)

  • Finalmente un video essay, ironico e sornione, sulla valenza spirituale delle teste esplose al cinema.
  • E qui c’è un’interessante lettura esoterica, alchemica e iniziatica del cinema di David Lynch.
  • Londra, 1876. Un falegname con problemi di soldi affitta un appartamento, poi una sera viene visto tornare a casa con due grandi assi di legno e una doppia lama simile a quelle usate per conciare la pelle. Ma i vicini, come da buona tradizione, non ci fanno caso. L’articolo del Police Illustrated News racconta l’epilogo così:
    Lunedì la scoperta del suo suicidio, la testa tagliata da una ghigliottina. Le due assi erano state usate come montanti in cima ai quali era posta la lama. Delle scanalature intagliate sul lato interno delle assi hanno consentito al coltello di scorrere facilmente e due pesanti pietre sono state legate al lato superiore della lama come zavorra. Per mezzo di una carrucola il suicida ha innalzato il coltello e lo ha lasciato cadere sulla gola, tranciandosi di netto la testa.

  • E chiudiamo con uno dei report psichiatrici più incredibili di sempre: il caso, documentato nel 2005, di un uomo che soffriva contemporaneamente della sindrome di Cotard (la convinzione allucinatoria di essere morti) e di licantropia clinica.
    Per quanto la situazione di questo sfortunato individuo sia tutto fuorché comica, bisogna ammettere che i risultati della perizia rappresentano un piccolo e insuperabile capolavoro di surrealismo medico: “Un paziente che soddisfa i criteri DSM-IV per disturbo bipolare, tipo misto con psicosi, aveva la convinzione delirante di essersi trasformato in cane. Era anche convinto di essere morto. Era irrequieto e provava un pesante senso di colpa riguardo a un suo precedente contatto sessuale con una pecora.

È tutto, alla prossima!